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NATI STANCHI DENTRO E FUORI - La Grattugia Cosmica Blog - Cristiano Devan Avesani

Cristiano Devan Avesani
Coach dell'Anima | Autore Olistico
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Si potrebbe quasi dire...
Stanco? Sì. Oggi sì. Oddio, che stanchezza. Che stufo che sono. Non ho energia. Sono distrutto. Mi sento a pezzi! Dalle mie parti si dice… "Son desfà." Ok. Siamo nati stanchi. Stanchi fuori, stanchi dentro. Sì o no? E pensare che volevo intitolare questo episodio:

"Come mantenere
energie elevate
e avere scorte
inesauribili di vitalità"

Poi mi sono reso conto di non avere energia nemmeno per scriverlo e ho rinunciato. Soprattutto perché avevo finito il Carnidyn Plus gusto anice.

Cambia vita, cazzo
In realtà, a pensarci bene, bisognerebbe dedicare — forse tra una decina d’anni — un episodio intero ai motivi per cui siamo così stanchi da morire e al perché tutto ci risulta così difficile, pesante, stressante, gonfio e camminiamo come se avessimo 50 kg in più sulle spalle. Perché? E chi lo sa. Tante risposte, una meno probabile dell'altra. E tutte conducono a Roma. O erano le strade?! Oppure la risposta è banale e suona tipo: "Cambia vita, cazzo". Non puoi? Pazienza. Tieniti la stanchezza e giù di integratori, badanti e OSS. Non c’è molto da dire. Il tuo destino è segnato.

Un universo pieno di energia
Ma oggi, amici miei, care anime fiammeggianti, non voglio parlare esattamente dei mille motivi per cui siamo nati stanchi — o non direttamente — ma voglio specificatamente, assolutissimamente e qualunquemente parlare di come recuperare un “cicinin” di voglia di vivere quando ti senti morto che più morto di così si muore. La cosa paradossale è che noi ci sentiamo stanchi dentro e fuori quando viviamo, in realtà, in un universo stramaledettamente pieno di energia. Energia everywhere. Eccheccazzo! Ma com'è possibile? E ti dirò di più. Siamo talmente gnucchi — e per gnucchi intendo trapassati da abissi di ignoranza — che passiamo la maggior parte della nostra esistenza a rubarci quel poco di energia che ci resta. E chi inizia a sentire l’urgenza di trasferirsi in Tibet per diventare un eremita dedito a mantra e pastorizia capisce molto bene cosa sto dicendo. E con tutta la cazzo di energia che c'è nell'universo. Santocristodiddio.

Accedere all'energia
Ecco. Quindi. Vedi. Non è un problema di mancanza di energia o stanchezza cronica ma di una serie di condizioni — tra cui la vita di mer-avigliosa che conduciamo — che ci impediscono di accedervi-ci-si-vi. A cosa? A fonti di energia inesauribili e soprattutto "aggratis".  Ma facciamo un esempio. Immagina la scena. Sei a casa sul divano, dopo una giornata di lavoro. Una giornata di merda, come le altre: mille richieste, mille cazzi, mille persone che ti scaricano le loro frustrazioni esistenziali, mille richiami, call center per il depuratore d’acqua, call center per la macchina del caffè, call center per l’ultimo modello di bambola gonfiabile. Arrivi a casa che ti resta solo da parlare con l’artrite anchilosante... che parla solo lei. Tu annuisci, forse, con cigolii cervicali verticali.

Sorpresa
In quel momento, in cui tutto ti sembra perduto e la tua esistenza sta scorrendo tutta nella fogna... ti suonano alla porta. Una sorpresa. Un vecchio amico che non vedi da 20 anni è passato a salutarti. Di colpo ti riprendi: "Ma dai, che ci fai qui? Ma pensa te? Che sorpresa santo Dio!" Lo inviti ad entrare e passi una delle più belle serate degli ultimi mesi. Come hai fatto a trovare l’energia per aprire la bottiglia di Amarone senza cadere per terra svenuto? Da dove è uscita? Capisci in che razza di mondo ci troviamo? Che cosa ci raccontiamo dalla mattina alla sera, mi chiedo? Comunque, a parte queste dissertazioni da pseudo-filosofo della misticanza, questa storiellina mi fa pensare che uno dei modi per cavare dalle muraglie cinesi della tua stanchezza un distillato omeopatico infinitesimale di voglia di vivere sia… l’entusiasmo.

Entusiasmo.
Mi viene da ridere. Come fai a ritrovare l’entusiasmo quando sei più morto che vivo, considerando che non sempre hai la botta di culo di vincere 100 mila euro con un gratta e vinci da 2? Che allora sì che si fa il pieno di energia con occhi sbarluccicanti avidità! Ecco. Botte di culo a parte, solitamente l’entusiasmo si recupera quando, oltre a essere stanco da morire, ti sei anche rotto i coglioni di essere stanco da morire. Ci sarà pure qualcosa che ti faccia stare da Dio quando la fai. Tra l’altro, sai da dove deriva la parola entusiasmo? Deriva dal termine greco enthousiasmós, formato da en, "dentro", e theós, "dio", significando letteralmente "avere un dio dentro". Stare da Dio. A casa di Dio. E allora cosa dovresti fare per sentirti a casa di Dio? A parte indossare un chiccoso gilet in jacquard? Beh, chiediglielo. "Dio, dove si trova la tua casa? Dove posso incontrarti? Anzi... incontriamoci direttamente. Che ne dici? Ok? Ci conto. Bene."

"Chiedi e ti sarà dato"
diceva qualcuno. Se invece già lo sai, sai benissimo che stare a casa di Dio è fare ciò che ami più fare a questo mondo. Punto. Trova il tempo di farlo. Punto. 10 minuti al giorno. 1 ora. 2 ore. 10 ore. 36 ore al giorno. Non importa. Fallo adesso come se fosse l’ultima cosa che fai al mondo. Punto. Questo significa regalarsi botte di autostima ed energia vitale. E chissà. Magari va a finire che ti curi persino il mal di testa cronico.


Il cassetto dei sogni
E allora aprilo, quel cassetto ormai consunto e smarcio, e datti da fare. Il libro che non hai mai scritto. Il viaggio che non hai mai fatto. Quel progetto abbandonato, quel corso, quella scuola, quell’impresa che da anni pensi di avviare, quella lettera che volevi scrivere, quella persona che vuoi incontrare. Inizia. Niente scuse. E sai perché? Perché un giorno sarà troppo tardi. Già domani potrebbe esserlo, se oggi puoi fare un passo verso la realizzazione dei tuoi sogni. La vita non è solo quello che devi fare, quello che è giusto, quello che è buono, morale e retto. Spesso ciò che ci rende felici dentro segue traiettorie oblique e in diagonale. E allora inizia adesso a fare qualcosa che ami, solo per il gusto di farla. Qualcosa che ti viene semplice fare e non ti chiede energie aggiuntive. Vai a letto felice, stasera.


Confini chiari
Poi. Cosa molto importantissimissima. Se vuoi mantenere le tue energie, comincia a proteggere la tua energia. È quello che dicevamo prima: siamo costantemente in lotta per l’energia. Inconsapevolmente, sia chiaro. Non sei il cassonetto dei rifiuti degli altri. Oppure sei tra quelli che ascoltano tutto e tutti a cuore aperto perché sono bravi, belli, biondi e con gli occhi azzurri? Benissimo… ma almeno, prima di farti vomitare addosso le lamentele degli esseri umani, prendi il POS e fatti fare una strisciatina. Eccheccazzo. Patti chiari e amicizia... forse.
Fa’ che oggi sia il giorno del NO, perché è no. Punto. Perché? Perché hai da fare. Perché hai voglia di stare con te. Perché hai la tua missione da compiere e non hai tempo né voglia di fare altro se non proseguire sul cammino di luce che stai percorrendo.
Egoista? Certo. Ma quando sei felice, egoismo o no, hai più felicità da dare! A volte è più egoista uno che si sacrifica per tutto e tutti, si svuota e poi resta lì, stanco e triste, ad aspettare amore in cambio! Capisci? Esci dalla dinamica del dare per essere amato. Se non sei capace di dare senza aspettarti nulla in cambio, semplicemente non farlo. Oppure fallo, ma senza distruggerti. Confini chiari. Oggi è no. Domani è sì, ma perché lo scelgo, non perché devo. Chiaro? Via i ladri di energia, via i pettegoli, via gli invidiosi, via i polemici, via le vittime, via i frustrati, via gli arrabbiati, via… altrimenti… flic, strisciatina. Almeno ci guadagni qualcosa.


Lasciare andare è morire
Lasciare andare. Quante volte si sente parlare di questa cosa del “lasciare andare”. Come se fosse facile, vero? Beh, non lo è. E sai perché non lo è? Perché ci si affeziona a cose, persone, nomi, città e marche di assorbenti!. Si tratta di abbandonare ciò che è famigliare e dà sicurezza — anche quando è tossico — per intraprendere un viaggio verso l'ignoto. Chi preferirebbe l'incertezza di un viaggio che non sai dove porta al divano con penisola in alcantara appena comprato da Divani & Divani, con finale di Champions incorporata? Fanculo all'ignoto. Viva la vaschetta del variegato al caffè. Devi proprio esserti rotto tanto i coglioni e aver sofferto davvero tanto, magari aver persino rischiato di morire per cambiare completamente la tua traiettoria di vita. E in questo fede, motivazione e determinazione possono essere fattori determinanti. Lasciare andare è morire. Far morire una parte di te identificata con una vita che non scegli ma subisci, per creare un nuovo destino. Non si sa mai, in effetti, quale sia il cammino giusto ed ogni decisione è vera sempre per metà. C'è sempre l'altro lato della medaglia, con i pro e i contro di ogni situazione. Ma se la strada che hai percorso finora la conosci e non ha prodotto nulla se non il brivido della sconfitta ai rigori dell'Italia, ne vale ancora la pena? Lasciare andare una vita insoddisfacente, legata ad un'immagine di sé che ormai ha perso la sua consistenza e forse il suo scopo, è un atto di coraggio. Ma chissà... magari stavolta ti scappa di essere felice. E quindi, come diceva quello....lascia tutto e seguiti, così da non avere nessun rimpianto, nessun rimorso. Almeno ci avrai provato, cazzarola!


Ozia
“Non ghe ponzar che straca”, diceva mio padre. Ecco. Questa immagine rende bene l’idea: non è che devi essere sempre teso a dimostrare che ce la fai, che ce l’hai duro, che non molli mai, che devi fare, devi raggiungere, devi ambire. Rilassati! Il settimo giorno Dio si riposò anche lui, perché ne aveva pieni i coglioni. Ozia. Non devi sempre dimostrare di valere quei 10 min ogni giorno. Fermati un attimo prima di esaurirti. Sceglilo, non subirlo. Oggi scelgo di riposare. Riposare non vuol dire non fare un cazzo, anche se per me è proprio così. Non c’è posto migliore di casa mia per riposare. Ma può voler dire fare una passeggiata, leggere un bel libro, vedere quella serie tv. Dormire come un ghiro. Insomma, scegli tu. Elogio dell’ozio. Lode all’ozio e ai suoi discepoli. So che per alcuni di voi stacanovisti cultori del “Chi si ferma è perduto” può risultare difficile, ma dopo è peggio. Povere lombari! Del resto è meglio essere stanchi da vivere che stanchi da morire. O no? Recupera che "te fa ben". Un giorno di ozio oggi, domani rendi tremila volte il doppio!


Connessione
C’è energia ovunque, dentro e fuori di noi. L'abbiamo detto. Energia everywhere. Ma per accedere a questa fonte inesauribile di energia c’è solo un modo: fermarsi, sedersi, respirare, sentire. Riconnettersi alla natura, al ritmo del respiro, al ritmo interno delle cose del mondo. Ogni cosa ha un respiro interno. Ma se siamo sempre tesi a fare fare fare, non ci permettiamo mai di riconnetterci con il flusso e sentire la Forza, come direbbe uno Jedi. Ecco, devi diventare un cavaliere Jedi. In questo preciso istante puoi accedere all'energia dell'universo, se solo ti fermi e inizi ad ascoltare, sentire, percepire. A prestare attenzione al tuo corpo, ai suoni, ai profumi, ai colori. Impara delle tecniche di meditazione che ti aiutano a entrare in connessione con energie che vanno oltre questo mondo fisico. Anche la preghiera aiuta molto se fatta con intenzione positiva. Le preghiere, come i mantra, aiutano a dialogare con la parte profonda di noi stessi chiamata anima (di cui parleremo ampiamente più avanti), a sua volta interconnessa allo spirito: la scintilla divina che sa esattamente chi sei e dove stai andando.


Dov’è la tua stanchezza adesso?
Ricordati una cosa prima di darti per vinto: sei fatto a immagine e somiglianza e della stessa sostanza del Padre che ha creato tutto questo. Ti pare una cosa da niente? E ora dimmi: dov’è la tua stanchezza adesso?

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